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ACQUAFORMOSA – L'anno appena trascorso si è chiuso per la cittadina di Acquaformosa con una importante vittoria, festeggiata con entusiasmo dal primo cittadino Giovanni Manoccio. Infatti, proprio il 31 dicembre è arrivata la notizia che vede la piccola cittadina arbëreshe inserita nei piano dei progetti Sprar(Il Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati) 2011-2013, per un importo di 180mila euro per ogni annualità.
«Dopo anni di battaglia per i diritti civili -afferma il sindaco Manoccio- Acquaformosa si candida a diventare la Riace della provincia di Cosenza, ossia il paese dell'accoglienza. E' per motivo di orgoglio e soddisfazione perché se da un lato potremo dare ospitalità a chi ne ha bisogno, dall'altro potremo dare anche dei posti di lavoro visto che sono previsti sei contratti annuali per intermediatori linguistici e culturali. Il paese deleghistizzato -aggiunge-, in continuità con la battaglia messa in atto qualche tempo fa, dà corso al proprio decalogo ospitando i tanto “odiati” immigrati richiedenti asilo politico e rifugiati. Naturalmente -precisa- il progetto è patrocinato dall'Onu».
Circa i fondi destinati dal progetto, che per la comunità del Pollino vede assegnati 15 posti, lo stesso comune parteciperà con 44mila euro, mentre 125mila euro saranno dati dal Ministero degli Interni e 10mila euro dalla Regione Calabria.
«Nel contesto del nostro territorio -continua Manoccio- possiamo vantare l'orgoglio di essere stati l'unico comune della provincia di Cosenza ad essere inseriti nel programma Sprar. La nostra cittadina, ancora una volta, porterà alto il nome del nostro amato meridione».
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