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La Chiesa dell'Immacolata Concezione è stato il primo oratorio
degli albanesi giunti ad Acquaformosa. Costruita tra la fine del XV
e gli inizi del XVI secolo la sua struttura originaria nel corso dei
secoli è stata soggetta ad almenodue interventi di ampliamento,
le cui tracce sono visibili sulle pareti. Gli affreschi, rinvenuti
casualmente negli anni 80 in seguito a lavori di restauro, risalgono
secondo la Di Dario Guida alla fine del 1400 o agli inizi del 1500.
Sulla parete laterale destra è raffigurato San Nicola di Mira
o di Bari con in mano un vassoio con i tre pani d'oro, prezzo del
riscatto di tre vergini, seguono Santa Parasceve martire, l'apostolo
Pietro. Non è da escludere che sull'originaria parete sinistra
fosse rappresentato un altro santo. Al centro la Deesis, nei manuali
di pittura è chiamata "Trimorphon": immagine a tre
figure. Etimologicamente è un termine greco che significa "supplica". |
La supplica è quella che la Theotokos e Giovanni il
Battista rivolgono a Cristo in favore dei fedeli che stanno di fronte.
Questo schema riflette la convinzione della Chiesa di avere nei due
personaggi che affiancano Cristo i due più potenti intercessori per
ottenere dal Cristo Salvatore tutto ciò che attiene alla salvezza
dell'anima. Dell'antico affresco sono sopravissute parti delle figure
della Madre di Dio e del Battista e l'aureola del Signore. Nel secolo XVII la
cappella è stata allargata ed innalzata. Sono stati aggiunti,
in alto, gli affreschi di San Giorgio Megalomartire e di Santa Caterina
di Alessandria. Nel XVIII secolo altri interventi coprirono parte
degli affreschi esistenti con altre immagini. Al centro venne posta
la tela dell'Immacolata Concezione, ai lati vennero dipinti San Giovanni
Evangelista ed una monaca santa. Il soffitto in legno del XVII secolo
è finemente dipinto. Nella cappella vengono custoditi i 17
reliquari superstiti del Monastero di Santa Maria di Leucio. |