Grande successo per la seconda sagra delle specialità gastronomiche e dell’artigianato albanese

supplemento della gazzetta del mezzogiorno
Servizio di
Alfredo Frega

Il sole e la pioggia si sono alternati domenica 19 giugno ad Acquaformosa, quando tanta gente affollava piazze e vie di questo ridente piccolo centro montano d’antico insediamento Albanese. L’occasione è stata la seconda edizione della sagra dei prodotti tipici e dell’artigianato Arbëreshë, voluta dall’amministrazione comunale.
La festa ha dato segni positivi sulla presenza in quel territorio di piccole imprese a conduzione familiare di prodotti tipici e dell’artigianato. Gli espositori sono stati in tutto 46, ospitati negli stand allestiti nelle due piazze principali. Era questo lo scopo principale dell’evento che ha raggiunto l’obiettivo prefissato dal sindaco Giovanni Manoccio, il quale ha tenuto a rilevare che “ si sta portando avanti una politica tesa a valorizzare le peculiarità del comune e la manifestazione è un momento importante per la nostra comunità”. Acquaformosa è tutto il hinterland, quali zone interne di questa parte della Calabria, stentano a darsi una economia che possa mantenere un erto livello di vivibilità e di sopravvivenza. Le piccole imprese, soprattutto a conduzione familiare, hanno bisogno d’incentivi, di progetti, di mercati per i loro prodotti ed anche d’immagine e di fiducia.
E’ su questo tema che si è intrattenuto on gli espositori anche l’assessore provinciale con delega alle minoranze linguistiche, Donatella Laudadio, che ha proposto un monitoraggio delle piccole imprenditorie per un progetto comune all’insegna di un unico marchio, quello dell’Arberia, che possa caratterizzare i loro prodotti. E’ stata in ogni modo una festa vissuta tra canti, suoni, danze dei tanti ragazzi e ragazze che indossavano per l’occasione gli splendidi costumi Arbëreshë. I gruppi che hanno movimentato la manifestazione provenivano da diversi centri albanesi, uno addirittura da S. Giuseppe di S. Marzano, isola linguistica albanese in provincia di Taranto. Quella domenica Acquaformosa ha mostrato ai visitatori il suo ricco patrimonio artistico e paesaggistico. I tanti ospiti presenti hanno potuto visitare la splendida chiesa di S. Giovanni Battista, con
l’interno tutto ormai mosaicato secondo l’arte sacra bizantina ed il piccolo museo che ospita preziose tele, tra qui una del senese Marco Pino ( fine del sec. XVI), una statua lignea origine fiamminga raffigurante Vergine con Bambino risalente ai primi del ‘400. Molto frequentata anche la piccola cappella della madonna della concezione, il primo luogo di culto eretto dagli albanesi, nel periodo in cui s’ insediarono in quel sito.
Di rilievo alcuni affreschi dei secoli dei secoli XV, XVII e XVIII, il soffitto di legno dipinto del ‘700 sec. e una serie di reliquari provenienti dall’antica abbazia cistercense.
In questa cappella è temporaneamente esposto il busto in pietra tufacea della Madonna del monte, il cui santuario, costruito verso la fine del 1300 e da poco restaurato, è sito a quota 1450 mt, in una lussureggiante radura circondato da vaste faggete. Un tempo esso rappresentava un luogo di ritiro dei monaci cistercensi. Tutto il territorio di Acquaformosa è inserito nel Parco Nazionale del Pollino, ricco di splendide montagne, radure, boschi lussureggianti, ricchi di limpide acque e ampie vedute verso il massiccio del pollino, la pianura di Sibari e la grande Sila. Fra non molto, nella zona alta a ridosso dell’abitato, entrerà il entro di protezione rapaci.