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Dalle schede sugli Albanesi eminenti , che va raccogliendo con passione il prof. Giovanni Laviola, di Spezzano A. residente a trebisacce, viene reso possibile avere notizie sulla figura di un illustre figlio di Acquaformosa. Andrea Lombardi, in il "Calabrese" Cosenza, anno 1° , n.5 del 15 gennaio 1843 a pag.39, parlandi del collegio di San Demetrio Corone e di Mons.Domenico Bellusci , vescovo dal 1807 al 1833, scrive:"Volle che il colleggio risorgesse,e rinacque a vita novella; volle la cultura e il rinnovamento dei suoi connazionali e l'ottenne...........pose molta cura nella scelta dei maestri...........Destinò rettore del convito Michelangelo Rossano , sacerdote di rara probità e di singolare prudenza e destrezza, e lo ritenne presso di se finchè visse, collocando in lui pienissima fiducia". Il grande poeta Gerolamo De Rada in "Fiamuri Arberit" anno 1°, n.10 del 30.7.1884 a pag.3 scrive a proposito del convito:" Nel 1833 mori il vescovo Bellusci.Ma la disciplina messavi dei primi anni del governo di colui, dalla mano ferrea di Michelangelo Rossano da Acquaformosa, durò nel Convitto alquanto altro tempo". Purtroppo, però, dopo dieci anni dalla morte di Mons. Bellusci e dalla cessazione di rettorato di Don Michelangelo Rossano, la situazione peggiorò gravemente. Nella relazione di Mons. Mussambini, visitatore apolitico, delle comunità italo-albanesi, che effettuò la visita dal 12 gennaio al 14 maggio 1841 si legge:" Il seminario Italo-greco è in tale stato di decadenza che ha bisogno di una pronta riforma, e l'unico mezzo conducente a tale fine sarebbe di rimuovere dall'amministrazione del medesimo l'attuale presidente.............Il solo prete greco che io abbia potuto trovare doneo pre tale carico sarebbe Don Michelangelo Rossano oggi Arciprete di Acquaformosa nella diocesi di Cassano, il quale quale fu per dicciotto anni rettore del predetto seminario sotto il fu Mons. Bellusci. Però affinche tale provedimento riesca con frutto, sarà cosa molto utile che sotto qualche apparente ragione la sacra congregazione chiami il detto sacerdote in Roma.........fra tutti i sacerdoti Italo-Greci non credo che vi sia altro a riformare il seminario". Ma Don Michelangelo Rossano che almeno per 18 anni (dal 1815 al 1833) se non dai primi anni del vescovato di Mons.Bellusci, come scrive il De Rada, e quindi dal 11807 aveva svolto il gravoso incarico di rettore con grande impegno, preferi dedicare gli ultimi suoi anni alle cure della parocchia della sua amata Acquaformosa, ove morì nel 1854. Le campanne , rifuse negli anni 50', da Don Vincenzo Matrangolo, portavano e portano il suo nome e lo portava fino a pochi anni fa, prima del restauro , la statua del protettore , S.Giovanni Battista. Nel suo testamento lasciò scritto che abbonava alla parrocchia tutto quanto da lui personalmente speso per la stessa, e dispose affinchè si avesse sempre cura della chiesetta della madonna addolorata, che era stata eretta a spese di suo fratello Domenico nel 1831, e vi venissero sempre celebrate le funzioni della novena e la messa in occasione della ricorrenza festiva annuale.