<%@LANGUAGE="VBSCRIPT"%> Capparelli Simeone Orazio

Simeone Orazio Capparelli nasce ad Acquaformosa il 30 aprile 1852 da Gennaro Capparelli e Margherita Vaccaro, trascorse l’infanzia tra il paese natio e la vicina Lungro seguendo il padre nei suoi vasti possedimenti terrieri. Frequentò la scuola fino alla terza elementare. Nel 1871 si arruola nell’esercito e parte. Finito il servizio militare ritorna ad occuparsi delle sue terre. Alla morte del padre diventa proprietario di una grande tenuta a Lungro in località chiamata “Llafkandìn”. Dopo un periodo in cui dirige con grande severità i suoi operai, poi piano piano, affascinato anche dalle idee socialiste, diventa più sensibile alle richieste dei bifolchi. Abita nella stessa tenuta e lavora insieme agli operai, mangia con loro ed alla fine della giornata declama i versi che compone spontaneamente e senza scriverli. I più bei versi rimangono impressi nella mente del pubblico che a sua volta li ripete e di bocca in bocca si sedimentano nel popolo e vengono tramandate di generazione in generazione, giungendo sino ad oggi. I suoi versi popolari toccano temi familiari, politici, satirici. Sempre pungente e con uno spiccato senso del particolare don Orazio (come era chiamato dai contemporanei:dhën Oraxi) mette in risalto la miseria, la bellezza, il suo amore per la campagna, il suo amore per le donne. Ma i suoi versi si occupano anche della guerra e della pace. Senza studi alle spalle, la poesia di Simeone Orazio Capparelli non è stata influenzata da nessuna corrente culturale del tempo, sempre spontanea è lo specchio fedele di un’epoca storica difficile. L’opera di Simeone Orazio Capparelli è stata raccolta da Giovanbattista Rennis (Giovanbattista Rennis, Simeone Orazio Capparelli, poeta arbëresh, De Rose, Cosenza, 1987) in un volume arricchito da spunti critici e riferimenti storico-culturali